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Palio di Siena, una sentenza che cambia la storia: rivalità a rischio?

SIENA (giovedì, 27 febbraio 2025) – Il Palio di Siena non è solo una corsa di cavalli. Da secoli, la festa rappresenta un intreccio indissolubile tra sacro e profano, un evento che accende i cuori dei contradaioli con emozioni viscerali, dal fervore mistico alla più accesa rivalità. Ma proprio questa rivalità, da sempre anima del Palio, rischia ora di essere fortemente ridimensionata.

di Silvia Cannas Simontacchi

La sentenza emessa ieri dal giudice Francesco Cerretelli segna infatti un punto di svolta nella storia della festa, minacciando di trasformarla in un evento più ordinato, turistico, sterilizzato nelle sue componenti più istintive e autentiche. Otto contradaioli – sette del Nicchio e uno del Valdimontone – sono stati condannati per i fronteggiamenti seguiti al Palio del luglio 2018. La rissa, fatta di spintoni, schiaffi e pugni, ha coinvolto anche agenti della polizia municipale, tra cui l’ex comandante Cesare Rinaldi, e un carabiniere della 6ª Brigata Toscana.

Le condanne variano: quattro imputati dovranno scontare 4 mesi di reclusione e pagare 1.000 euro di multa per rissa e resistenza a pubblico ufficiale; uno ha ricevuto 5 mesi di carcere e la stessa sanzione pecuniaria; gli altri tre hanno subito solo la condanna per rissa. In totale, gli imputati erano 17, ma 9 sono stati assolti per insufficienza di prove o perché il fatto non sussiste.

Si tratta di una decisione senza precedenti, che segna un cambiamento significativo: per la prima volta la giustizia ordinaria interviene direttamente nelle dinamiche del Palio, mettendo in discussione regole non scritte che per i senesi sono parte integrante della cultura locale, mentre per i “forestieri” restano affascinanti, stravaganti e spesso incomprensibili.

A confronto con questa sentenza, il precedente del Palio di agosto 2015 appare ormai superato: allora, il giudice Elena Pollini si era limitato a comminare sanzioni pecuniarie da 200 euro a tre contradaioli, senza alcun impatto sulla fedina penale. Un metodo pragmatico, che aveva chiuso la questione senza troppi strascichi. Questa volta, invece, il peso della giustizia è caduto con forza, scatenando stupore e indignazione tra i senesi, che sui social hanno espresso il loro dissenso.

E proprio i social, secondo molti, avrebbero giocato un ruolo chiave nel determinare l’esito del processo. La risonanza mediatica ha portato all’esterno di Siena un aspetto del Palio che, pur essendo parte della tradizione, è stato percepito come violenza gratuita. Le istituzioni, forse preoccupate per l’immagine della festa, sembrano voler adattare il Palio a un modello più “pulito” e allineato alle sensibilità contemporanee.

Il rischio, però, è che il Palio perda uno dei suoi elementi distintivi: la rivalità viscerale tra le contrade. Se questo accadesse, sarebbe un cambiamento irreversibile, capace di snaturare l’essenza stessa di una tradizione che da secoli è parte della vita di Siena.

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Tag: , , , Last modified: Febbraio 27, 2025
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