WASHINGTON (lunedì 3 febbraio 2025) – Il presidente americano Donald Trump ha annunciato che “presto” imporrà nuovi dazi anche contro l’Unione Europea. La decisione arriva mentre il tycoon continua a difendere le misure protezionistiche già introdotte, attaccando il Wall Street Journal e gli hedge fund contrari alla sua politica commerciale.
di Silvia Cannas Simontacchi
Il cancelliere tedesco Olaf Scholz, arrivando al vertice informale dell’UE a Bruxelles, ha espresso preoccupazione: “Sia gli Stati Uniti che l’Europa traggono vantaggio dallo scambio di beni e servizi. Se i dazi lo ostacolano, ne risentiranno entrambi. Una cosa è chiara: possiamo gestire autonomamente i nostri affari e rispondere ai dazi con dazi. Questo è ciò che dobbiamo fare e faremo, ma l’obiettivo deve restare la cooperazione”.
L’Alto Rappresentante UE per la Politica estera, Kaja Kallas, ha rincarato la dose: “Non ci sono vincitori nella guerra dei dazi, l’unico a beneficiarne sarà la Cina. L’UE e gli USA sono interdipendenti, i dazi danneggiano posti di lavoro e consumatori”.
Le reazioni non si sono fatte attendere nemmeno dal fronte nordamericano e asiatico. Il primo a muoversi è stato il Canada: il premier Justin Trudeau ha annunciato misure di ritorsione con dazi del 25% su beni statunitensi per un valore iniziale di 30 miliardi di dollari canadesi, destinati a salire fino a 125 miliardi nelle prossime settimane.
Anche il Messico ha risposto con fermezza. La presidente Claudia Sheinbaum ha definito “calunniose” le accuse statunitensi di collusione con i cartelli della droga e ha promesso misure doganali contro Washington.
Pechino, pur colpita da tariffe del “solo” 10%, ha adottato un tono più moderato, lasciando aperta la porta al dialogo. Tuttavia, il ministero del Commercio cinese ha annunciato un ricorso contro gli Stati Uniti presso l’Organizzazione Mondiale del Commercio e ha minacciato “contromisure corrispondenti”.
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