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Trump rilancia i dazi: nuove tariffe su importazioni da Europa, Cina e altri Paesi

Estero (giovedì, 3 aprile 2025) — Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, è tornato a colpire con una nuova offensiva commerciale. Nel corso di un discorso tenuto alla Casa Bianca, ha annunciato l’introduzione di un pacchetto di dazi “di reciprocità” destinati a colpire un’ampia gamma di importazioni. L’obiettivo, secondo quanto dichiarato dallo stesso Trump, è riequilibrare la bilancia commerciale degli Stati Uniti e tutelare l’economia nazionale da quella che ha definito una “concorrenza sleale” esercitata da molte potenze estere.

Di Roberto Meloni

Il provvedimento prevede un dazio generalizzato del 10% su tutte le importazioni, con aumenti mirati su alcune nazioni. Tra i Paesi più colpiti ci sono la Cina, con un dazio complessivo che raggiunge il 54%, e il Vietnam, con un’imposizione del 35%. Anche l’Unione Europea è nel mirino: le merci europee saranno soggette a una tariffa del 20%, mentre per Giappone e Taiwan le aliquote si attestano rispettivamente al 24% e al 32%. Le misure includono inoltre un dazio del 25% su tutte le auto importate, colpendo duramente il settore automobilistico europeo e asiatico. A ciò si aggiunge l’eliminazione dell’esenzione tariffaria per prodotti di basso valore provenienti da Cina e Hong Kong. A partire dal 2 maggio, anche articoli venduti online da piattaforme come Temu e Shein saranno tassati, con una tariffa di 30 dollari per articolo, che salirà a 50 dollari a giugno. Le reazioni internazionali non si sono fatte attendere. L’Unione Europea ha espresso preoccupazione, definendo le nuove misure “provocatorie e dannose per l’economia globale”. Anche il Giappone ha annunciato che valuterà contromisure, mentre in Cina la notizia ha provocato un crollo degli indici di borsa e tensioni sui mercati valutari. Negativi, del resto, sono stati anche i primi effetti sulle piazze finanziarie mondiali. Le borse europee hanno chiuso in ribasso, mentre i mercati asiatici hanno reagito con nervosismo. L’oro, bene rifugio per eccellenza, è salito a un nuovo record, segnale evidente dell’incertezza che aleggia tra gli investitori. Sul fronte interno, Trump ha difeso con decisione la nuova strategia: “Non possiamo più tollerare che gli Stati Uniti siano trattati come il bancomat del mondo. È ora di proteggere il nostro lavoro, le nostre industrie, la nostra sovranità”. Economisti ed esperti restano divisi. Da un lato c’è chi sostiene che i dazi potrebbero favorire alcuni settori strategici e rilanciare la produzione nazionale; dall’altro, prevalgono i timori per un possibile aumento dei prezzi al consumo, rallentamenti economici e il rischio concreto di una nuova guerra commerciale.

Con questa mossa, Trump rilancia la sua visione di “America First”, in una fase di grande fragilità dei mercati internazionali e a pochi mesi dalle elezioni presidenziali. Una scelta che potrebbe avere conseguenze profonde e durature sugli equilibri economici globo.

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Last modified: Aprile 3, 2025
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