Siena (giovedì, 3 aprile 2025) — Nella giornata di ieri la Corte d’Appello di Firenze ha confermato la condanna a sei anni di reclusione per Manolo Portanova, calciatore del Genoa, e per lo zio Alessandro Cappiello, accusati di violenza sessuale di gruppo ai danni di una giovane donna. La sentenza di primo grado, emessa dal Tribunale di Siena nel dicembre 2022, è stata dunque integralmente confermata.
Di Roberto Meloni
Il caso risale al maggio 2021, quando la vittima, allora ventunenne, denunciò di essere stata violentata durante una festa in un appartamento nel centro di Siena. Secondo l’accusa, la giovane sarebbe stata costretta a subire atti sessuali da parte di più persone. Portanova e Cappiello hanno sempre respinto le accuse, sostenendo che i rapporti fossero consensuali. Durante il processo di primo grado, celebrato con rito abbreviato, il giudice ha ritenuto credibile la testimonianza della vittima, supportata da elementi probatori raccolti durante le indagini. La difesa aveva presentato appello, contestando la valutazione delle prove e la ricostruzione dei fatti. Tuttavia, la Corte d’Appello ha ritenuto infondate le argomentazioni difensive, confermando la sentenza precedente. Parallelamente al procedimento penale, la vicenda ha avuto ripercussioni anche in ambito sportivo. La Federazione Italiana Giuoco Calcio (FIGC) aveva inizialmente avviato un procedimento disciplinare nei confronti di Portanova, sospeso in attesa dell’esito definitivo del processo penale. La conferma della condanna in appello potrebbe ora influenzare le decisioni future della FIGC riguardo alla carriera del calciatore. la difesa di Portanova ha annunciato l’intenzione di ricorrere in Cassazione, ultimo grado di giudizio, per contestare la sentenza d’appello. Nel frattempo, il calciatore rimane sotto contratto con il Genoa, ma la sua posizione all’interno della squadra potrebbe essere rivalutata alla luce degli sviluppi giudiziari.
Last modified: Aprile 3, 2025